Home Attualita' Sant’Agata, “l’Oro Verde” del territorio: la ricchezza dell’Olio d’Oliva

Sant’Agata, “l’Oro Verde” del territorio: la ricchezza dell’Olio d’Oliva

939

Si è svolto con successo e partecipazione il primo convegno “Olio Fest & Food Città di Sant’Agata di Militello – Alla scoperta della cultivar Santagatese” dedicato al mondo della produzione olivicola.

L’evento, coordinato da Alessandra Pidalà e organizzato dal comune di Sant’Agata di Militello con il patrocinio dell’Assessorato Agricoltura della Regione Sicilia, ha rappresentato un momento di divulgazione scientifica e culturale sull’importanza del cosiddetto “oro verde” che caratterizza la zona dei Nebrodi grazie alla varietà “cultivar santagatese”, molto rinomata ed estremamente apprezzata dagli addetti ai lavori.

Nel corso degli interventi che si sono susseguiti nella Sala dei Principi del Castello Gallego, si sono tracciate le linee di ciò che l’olio e la sua produzione rappresentano anche per l’economia del nostro territorio partendo dalla storia della pianta, il cui racconto è stato articolato da Pippo Ricciardo, funzionario della S.O.A.T, aprendo i lavori d’aula dopo i saluti istituzionali del sindaco Bruno Mancuso.
Spazio anche per gli elementi che distinguono le fasi della produzione, dalla raccolta alla spremitura e al successivo imbottigliamento, passaggi che sono stati illustrati da uno dei più noti imprenditore del settore, Salvatore Mocciaro di Reitano, che possiede un’azienda di produzione olearia per la maggior parte composta proprio dalla cultivar santagatese. Mocciaro ha anche mostrato i risultati delle analisi qualitative del suo prodotto che annualmente vengono elaborate dal Centro Regionale Agromeccanico.
Non potevano mancare, tuttavia, gli aspetti legati al ciclo produttivo e quindi alla corretta gestione dello stesso mediante l’utilizzo di apparecchiature moderne ma con una chiara ispirazione tratta dagli antichi gesti dei “frantoiani” che, fino a poche decine di anni fa, completavano il ciclo quasi esclusivamente in maniera manuale. Grazie all’utilizzo di slide e di immagini esplicative, è stato il farmacista e produttore santagatese Pippo Rizzo e raccontare dettagliatamente tutti questi passaggi.
Parlando delle applicazioni fornite dalla chimica alla produzione, è intervenuto il docente dell’Università di Messina Nicola Cicero il quale, nella sua lectio, ha illustrato con dovizia di particolari tutti i dati raccolti negli anni di studio e ricerca presso il Dipartimento dell’Ateneo Messinese, mostrando le differenze che esistono tra le varie colture e varietà di piante olivicole, mettendo a confronto quelle più conosciute e che sono presenti in altre aree del Mediterraneo. Spazio anche agli aspetti nutrizionali dell’olio d’oliva extravergine, grazie alla spiegazione della nutrizionista Maria Lidia Lo Prinzi che, nel corso del suo intervento, ha parlato delle proprietà organolettiche di questo alimento definito “indispensabile” in ogni regime dietetico. Presenti, inoltre, alcuni studenti dell’indirizzo Chimica dell’ITIS “E.Torricelli” di Sant’Agata Militello che nei giorni immediatamente precedenti al convegno, hanno effettuato – sotto la guida del professore Carmelo Colombo e dei suoi assistenti – analisi in laboratorio su alcuni tipi di olio locale per definirne la stabilità chimica.
Importante anche il momento di cooking show simulato presso l’Istituto Alberghiero San Michele di Sant’Agata Militello con il docente chef Samuel Rondoni e i suoi alunni, preparando e spiegando ai microfoni l’utilizzo di un pesce locale come il palamite e gli ortaggi di stagione utilizzati per preparare la tartare condita infine con l’olio santagatese.
Al termine dei lavori, spazio anche ad una degustazione di prodotti tipici locali realizzati e lavorati con l’utilizzo dell’olio d’oliva al posto di altri grassi comunemente e convenzionalmente presenti nelle preparazioni artigianali; questo proprio per dimostrare quanto sia efficace e, certamente salubre, la sua applicazione anche in campo dolciario oltre che nella panificazione o nella produzione di rustici.

L’auspicio dell’organizzazione è che questo evento possa diventare un piacevole appuntamento che stagionalizzi e definisca i tempi tradizionalmente legati alla raccolta e alla successiva spremitura delle olive affinché anche questa eccellenza nebroidea possa trovare giusta collocazione nello scenario della gastronomia internazionale.