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Regione, in esame in aula l’esercizio provvisorio

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L’otto gennaio la Commissione Bilancio dell’Ars inizierà l’esame del disegno di legge per approvare l’esercizio dell’esercizio provvisorio, una legge che riguarderà numerosi settori dell’Isola.
A Palazzo dei Normanni, però, le commissioni di merito discuteranno il ddl già dal 7 gennaio.

In mancanza della Finanziaria Palazzo d’Orleans propone al parlamento siciliano di votare l’autorizzazione di spesa in dodicesimi per due mesi sulla base del bilancio per il triennio 2019-2021. Il progetto di legge, composto da 11 articoli è però già da solo una manovrina con cui il governo regionale inizia a mantenere gli impegni di riduzione della spesa assunti con Roma.
In alcuni casi si tratta di aggiustamenti che servono per correggere alcune partite come quella che ha bloccato le risorse per gli investimenti nei Comuni. Altre volte i tagli vengono eliminati ma ci sono anche norme che servono per ottenere dei risparmi.

Complessa è la soluzione che il governo regionale ha dovuto individuare per ottenere lo sblocco degli 115 milioni di euro destinati ai Comuni siciliani. Il caso è stato sollevato dopo la decisione del ministero della Salute di bloccare una parte delle risorse di contributo al fondo sanitario regionale. Così sono venuti meno i fondi di avanzo del sistema che erano stati reimpiegati per gli Enti locali. L’esecutivo regionale è dovuto intervenire all’origine del problema: e così, se fino ad ora una parte dei debiti sanitari erano pagati con le risorse destinate alle cure, adesso la Regione interverrà con il proprio bilancio.

A pagare saranno, però, anzitutto i super pensionati della Regione e degli enti collegati fa cui anche quelli del settore sanitario.

Il ddl destina 3,4 milioni al personale di enti, parchi e riserve e altri 1,2 milioni per i costi di gestione degli stessi enti; 2,8 milioni all’ente autonomo Massimo Bellini di Catania; 2 milioni alla Fondazione orchestra sinfonica e 1,6 alla Fondazione Teatro Massimo di Palermo Circa 959 mila euro vanno al teatro Vittorio Emanuele di Messina; 635 mila euro al teatro Biondo di Palermo e 395 mila euro allo Stabile di Catania; 145 mila alla Fondazione Inda di Siracusa. E ancora: 500 mila euro per il funzionamento della commissione tecnica specialistica per il supporto allo svolgimento delle istruttorie per il rilascio delle autorizzazioni ambientali di competenza regionale; 1,22 milioni alla città metropolitana di Catania, 15,9 mln sono appostati in un fondo ad hoc “per evitare incrementi di uscite per interessi e spese processuali”. Circa 73 milioni per finanziare queste spese arriveranno dal risparmio che la Regione avrà dalla rimodulazione delle quote di spalmatura del disavanzo.

Sembrerebbero evitati i tagli per i contributi integrativi ai Consorzi di bonifica (47,9 milioni) e per la proroga di alcuni contratti dei lavoratori di questi enti (12,7 milioni), così come i tagli ai sussidi per i Pip (8,8 milioni) e alle risorse per l’Esa (altri 8,7 milioni). Da una parte il governo toglie 62,9 milioni che erano stati liberati con il Collegato dello scorso anno dall’altra parte però li reimpiega appunto per evitare i tagli. Altri 47,8 milioni verranno recuperati dalle spese per la compartecipazione regionale al fondo sanitario; 19,2 milioni proverranno dai rimborsi allo Stato di quote di maggior gettito della tassa automobilistica e 18 milioni saranno ricavati dalla mancata restituzione e dai mancati rimborsi di imposte dirette e relative addizionali.