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Autorizzati a passare lo Stretto: finisce l’attesa dei cento bloccati a Villa San Giovanni

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Dopo quasi tre giorni di attesa questa notte è arrivato il via libera per le oltre cento persone bloccate a Villa San Giovanni, in provincia di Reggio Calabria, in attesa di potersi imbarcare per la Sicilia. Ad essere bloccati nel piazzale calabrese in larga parte lavoratori meridionali impegnati nei cantieri al Nord, che da un giorno all’altro si sono trovati senza lavoro e spesso senza tetto sulla testa perché le imprese per cui lavoravano hanno smesso di garantire vitto e alloggio. Tutti o quasi regolarmente registrati sul portale on line della Regione Sicilia che censisce chi torna da fuori regione, sono stati sorpresi in viaggio dal decreto che blinda chiunque nel Comune in cui si trova. Insieme ad altri 130, per lo più famiglie con bambini o anziani che ieri sera sono state autorizzate ad attraversare lo Stretto, hanno iniziato ad affollarsi nei pressi dell’imbarcadero dei traghetti fin dalla notte di domenica in attesa del via libera per poter tornare a casa.

Ma contro di loro, il governatore siciliano Nello Musumeci e il sindaco del Comune di Messina, Cateno De Luca per giorni hanno fatto muro. Una situazione di stallo che nella mattinata di ieri si è tentato di sbloccare predisponendo alcune strutture per permettere agli oltre cento viaggiatori di trascorrere la quarantena in territorio calabrese. Ipotesi poi sfumata, tanto per le resistenze di chi era in viaggio per tornare a casa, sia del sindaco metropolitano di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà. Sono seguite ore di tensione sul piazzale e di mediazioni e contatti frenetici fra le due Regioni. Alla fine è toccato al Viminale fare la voce grossa per sbloccare la situazione, che fino all’ultimo è sembrata in bilico. Il sindaco facente funzioni di Villa San Giovanni già attorno alle 23 aveva annunciato l’imminente partenza dei viaggiatori siciliani bloccati, ma da allora sono stati costretti ad attendere ancora diverse ore prima di poter finalmente salire sul traghetto.