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Citta’ S.Agata pronto per la D, Fc Messina per la Legapro

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La nostra provincia potrebbe avere gia’ lunedi ben tre squadre ai nastri di partenza del prossimo campionato di serie D, ma sara’ il consiglio federale della Figc a chiarire il futuro del calcio anche dilettantistico. Ci spera concretamente nel ripescaggio il Citta’ S.Agata che economicamente è societa’ solida e vogliosa di cimentarsi ai vertici dopo aver fatto di tutto per arrivare dal campo in D. Comunque vada pare scontata una riconferma di Pasquale Ferrara sulla panchina biancoazzurra. Ma nella quarta serie non è peraltro detto che si ritrovino le due compagini della citta’ dello stretto con la storica Acr Messina che sotto la disastrosa gestione Sciotto è stata solo capace di mantenere la categoria facendo infuriare una tifoseria che, forse, non vedrebbe come fumo negli occhi un eventuale ripescaggio della sempre più ambiziosa Fc Messina, guidata dall’imprendtore Rocco Arena. “Per quanto mi riguarda – ha commentato il patron giallorosso a Messinanelpallone-, ci potrebbe essere anche una terza squadra a Messina. Ognuno, naturalmente, può fare ciò che vuole, nessuno può avere l’esclusiva. Io non devo convincere nessun tifoso dell’Acr a seguire l’Fc. Non devo dimostrare niente a nessuno come nessuno deve dimostrare niente a me. Andrò avanti per la mia strada e cercherò di far decollare il mio progetto, grazie ad una società sana, seria, pulita e professionale, nella quale i ragazzi troveranno un luogo dove giocare e crescere nel mondo del calcio. Ho scelto di acquisire il Città di Messina e di trasformarlo in Football Club perché sono legato, da sempre, a questo marchio. Quando i giallorossi hanno calcato i campi della massima serie, infatti, sono stato uno degli sponsor della società. Come tutti sanno, inoltre, il nostro marchio è uno dei più prestigiosi sulle rive dello Stretto e, nella massima serie, il Messina è andato con questa denominazione. Quando l’emergenza Covid-19 sarà conclusa, obbligherò tutta la dirigenza ad una full-immersion di Messina. Ogni componente dello staff, infatti, dovrà conoscere a fondo la città, la sua storia, le sue tradizioni e le abitudini dei suoi cittadini. Ci tengo, vogliamo prendere il «diploma di messinesità». Voglio far conoscere Messina ed il marchio Football Club anche fuori. Sono innamorato della città, sicuramente è una delle più belle d’Italia. Nel corso di una riunione con degli imprenditori settentrionali, inoltre, ho fatto vedere una foto della cittadella fieristica, per le quali avrei molteplici idee. In tanti, dopo aver guardato quello spazio sullo Stretto, mi hanno chiesto di essere coinvolti in un futuro progetto economico. A mio avviso, grazie alla natura ed alla storia, Messina potrebbe essere tra i centri urbani più ricchi del paese, generando posti di lavoro con i quali i giovani peloritani potrebbero rimanere nella loro città. Spero di realizzare, al più presto, un museo giallorosso da consegnare alla cittadinanza. Siamo molto interessati allo stadio ma, secondo noi, il bando è stato scritto male. Il Franco Scoglio ha bisogno di numerosi interventi, come la copertura o la costruzione di Sky-box ed il Comune non può vincolare la costruzione, nelle aree circostanti l’impianto, ad un permesso da rilasciare tra qualche anno. Ogni imprenditore, per gettarsi in un’impresa di questa portata, deve avere delle certezze. In ogni caso, il Football Club Messina è super interessato alla gestione dello Scoglio e del Celeste. Il denaro introitato dagli stadi, poi, dovrà essere usato per sostenere anche gli altri sport. Il Covid, purtroppo, ha impedito le mie visite a Messina ma, non appena potrò tornare, mi occuperò di definire l’acquisto per i terreni che ospiteranno il nuovo centro sportivo giallorosso. Al più presto, però, apriremo uno store della società che sarà molto diverso dai punti vendita delle società di calcio. Sarà, infatti, uno store alla Rocco Arena. La riforma dei campionati mi sembra inevitabile ed anche abbastanza sicura. Io credo, infatti, che il prossimo anno giocheremo in serie C. In quel caso, naturalmente, manterremo l’intelaiatura di quest’anno ed inseriremo degli innesti fortissimi. Spero di arrivare almeno a settemila abbonati che, per una città come Messina, sono davvero nulla. In caso di serie D, invece, spero in cinquemila presenze fisse. Mi fido ciecamente del mio staff e, nella nostra società, ognuno ha i suoi ruoli. Io sono il presidente e non faccio mai calciomercato ma so, naturalmente, che in caso di serie C il Messina dirà la sua”.