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La serie B cambia ma il prodotto finale è sempre un danno economico

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Il Consiglio Direttivo di LNP sta valutando l’ipotesi, propugnata da un elevato numero di associate, Agrigento in primis, di formare otto gironi da otto squadre anziché quattro da sedici per ridurre il numero delle trasferte interregionali. Certo che il via al campionato di serie B venga posticipato di almeno una settimana con prevista partenza il 29 novembre. Lo smezzamento dei gironi potrebbe essere attuato con una regular season da 14 partite di andata e ritorno più una seconda fase con 8 incontri di sola andata contro le otto formazioni del girone originale non affrontate; questo permetterebbe l’eliminazione dei sette infrasettimanali in programma nei giorni feriali. Una soluzione che conferma di criteri di composizione scriterati poiché lascia le 4 squadre siciliane di Serie B (Agrigento, Ragusa, Torrenova e Palermo) a giocare le gare di andata e ritorno contro Bernareggio, Crema, San Giorgio sul Legnano e Bologna per poi affrontare una volta sola Cremona, Fiorenzuola, Olginate, Pavia, Piacenza, Piadena, Varese e Vigevano, anziché inserirle con i club del centro sud. In più, le squadre emiliano-romagnole saranno spezzettate in quattro diversi raggruppamenti, le lombarde e le marchigiane in due. Insomma il solito pastrocchio all’italiana partorito in estate e confermato rivisto in queste ore. D’altronde cosa sperare da un movimento che riconferma alla guida uno come Petrucci che per come si è ridotto il basket italiano sotto la sua gestione non dovrebbe nemmeno mettere piede nei palazzetti?