Home Blog

Cannabis terapeutica, via libera dalla Regione al farmaco gratis

La Regione siciliana si farà carico delle spese sostenute dai pazienti che ricorrono alla cannabis per uso terapeutico. Lo prevede un decreto firmato dall’assessore alla sanità, Ruggero Razza. Il farmaco sarà gratuito per i pazienti affetti da dolore cronico e neuropatico e da spasticità da sclerosi multipla, e che si rivolgeranno alle strutture sanitarie pubbliche.
Il documento definisce nel dettaglio tutte le regole per la prescrizione, allestimento, erogazione e rimborsabilità dei preparati galenici magistrale o anche di origine industriale a base di cannabis per uso medico. La prescrizione del farmaco dovrà essere fatta esclusivamente sulla base di un piano terapeutico della durata massima di sei mesi, eventualmente rinnovabile. Non tutti i medici potranno prescrivere la cannabis, ma soltanto medici dipendenti delle Aziende sanitarie pubbliche regionali, specialisti di Anestesia e rianimazione, Neurologia e dei centri di terapia del dolore. La cannabis potrà essere prescritta tramite cartine per uso orale (per la preparazione di decotti),  cartine e capsule per uso inalatorio (tramite specifici vaporizzatori) e tramite olio per uso orale.

Tortorici: si dimettono i consiglieri di minoranza

E’ in atto un terremoto politico a Tortorici, all’indomani dell’Operazione “Nebrodi” scattata lo scorso 15 gennaio e che ha portato all’arresto di 94 persone tra cui il sindaco Emanuele Galati Sardo, per motivi non collegati alla sua attività amministrativa. I consiglieri di minoranza Antonio Paterniti Mastrazzo, Flavia Galbato Muscio, Sebastiano Conti Mica e Flavia Elisabetta Marino, eletti nella lista “Insieme per Tortorici Paterniti Sindaco” si sono dimessi dalla carica.
“Ciò – si legge nel documento con cui si annuncia la decisione firmato dal capogruppo Paterniti Mastrazzo – non per sterile polemica, ma per il profondo rispetto verso le istituzioni comunali e perché ritengono che non sussistono le condizioni per assicurare e consentire un limpido, qualificato ed autorevole confronto politico, fermo restando il diritto in capo ad ognuno di autodeterminarsi, che, sperano, possa essere esercitato ossequiando il giuramento reso al momento dell’insediamento e sempre nell’interesse dei tortoriciani.
Pur non entrando nel merito della questione, non possono non rilevare l’assoluta strumentalità delle posizioni oltranziste sia di coloro i quali cercano di negare l’evidenza sia di chi intende criminalizzare tutta la popolazione.
Ritengono che, al di là di tutto, sia il tempo di prendere coscienza delle problematiche che ancora affliggono la nostra comunità e, soprattutto, di battersi affinché, dopo tanti anni di rilancio, l’immagine di Tortorici non ricada nello squallore degli anni ’90”.
Non saranno possibili sostituzioni in Consiglio Comunale, perché gli altri candidati hanno già comunicato di non accettare la surroga.

Punto Nascita Sant’Agata Militello, arrivano gli ispettori inviati da Razza

“Finalmente anche l’assessorato regionale della salute si muove per fare chiarezza e mette sotto la lente d’ingrandimento i comportamenti del Direttore Generale dell’ASP in ordine alla sospensione dell’attività del Punto nascita di Sant’Agata Militello”.

Lo scrivono in una nota stampa Pippo Calapai e Mario Salvatore Macrì, rispettivamente segretario generale e coordinatore provinciale area medica Uil-Fpl Messina.

A seguito della segnalazione dei sindacati circa l’assenza di domande di medici pediatri per il Punto Nascite, l’assessore regionale della salute Ruggero Razza ha inviato copia della stessa ai Dirigenti del Dipartimento per la Pianificazione Strategica e del Dipartimento per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico “per le valutazioni, iniziative e determinazioni di competenza” e con invito a fornire diretto riscontro alla UIL FPL, oltre allo stesso assessore, circa l’esito della verifica.

Un intervento ispettivo che dovrebbe chiarire se da parte del manager dell’ASP sono state messe in atto tempestive e concrete iniziative rivolte al mantenimento del Punto Nascita, oppure, se la carenza di medici è stata usata come “specchietto delle allodole” per giustificare la chiusura del Punto Nascita, depauperando l’ospedale di Sant’Agata Militello di un importante servizio.

“Da parte nostra”, scrivono gli esponenti sindacali, “abbiamo denunciato da subito che l’obiettivo dell’ASP era di chiudere il Punto Nascita e per farlo il management dell’ASP non ha esitato a disattendere le stesse direttive dell’assessore che più volte, anche pubblicamente, ha invitato il Direttore a procedere alle assunzioni dei medici necessari per la funzionalità della struttura.
Ci auguriamo che l’iniziativa assessoriale faccia venire a galla le responsabilità e le omissioni ed individui “pupi” e “pupari” che ormai da mesi “lavorano” per la chiusura del Punto Nascita di Sant’Agata, penalizzando pesantemente le donne dei Nebrodi e non solo, per l’aumentato rischio clinico delle partorienti ed i nascituri a causa dell’aumento dei tempi necessari per raggiungere il Punto Nascita dell’ospedale di Patti, i cui danni in alcuni casi possono essere irrecuperabili”, conclude la nota di Uil-Fpl.

Ventisettenne fermato a Messina armato di forbici. Era evaso dai domiciliari

Repertorio

È stato arrestato per evasione dai domiciliari Giovanni Morgante, messinese di 27 anni, denunciato inoltre per possesso ingiustificato di arma o oggetto atto ad offendere.

L’uomo è stato riconosciuto dai poliziotti mentre camminava in zona Fondo Fucile. Il giovane, alla vista della pattuglia, ha aumentato la propria andatura, tentando di dileguarsi, ma è stato raggiunto e arrestato.

Il ventisettenne, con precedenti di polizia per furto e rapina, teneva inoltre nella tasca del giubbotto un paio di forbici con lama lunga 15 cm.

Il comitato anti tortura del Consiglio d’Europa all’Italia: “rivedere il 41 bis per i mafiosi”

Il Comitato anti tortura del Consiglio d’Europa, nel rapporto di valutazione delle misure d’isolamento imposte ai detenuti nei nostri istituti penitenziari, invita il governo italiano a intervenire sul sistema carcerario, sollecitando anche una riforma del regime del 41 bis perchè potrebbe creare “disordini mentali”.

L’organo europeo, in particolare, chiede l’abolizione della misura prevista dall’articolo 72 , ovvero, l’isolamento diurno. Secondo il comitato di Strasburgo, si tratta di una misura “punitiva”, “potenzialmente dannosa” per la salute mentale dei detenuti, e “inaccettabile” dato che aggiunge un surplus a quella che è già una punizione, la prigione.

Il Comitato anti tortura del Consiglio d’Europa chiede, infine, una serie di riforme del 41 bis che riguardano sia le limitazioni imposte ai detenuti sottoposti a questa misura che la prassi con cui è presa la decisione di mantenere un carcerato sotto questo regime. Nel rapporto il Cpt evidenzia che “ha incontrato almeno due detenuti al 41 bis affetti da seri disordini mentali” e si chiede come le autorità “abbiano valutato la loro capacità di provare che non sono più in grado di controllare le organizzazioni criminali che capeggiavano e se sia necessario tenerli sotto il regime del 41 bis piuttosto che spostarli in un ambiente sicuro, più idoneo ai loro bisogni”.

Messina, concorso pubblico al Papardo per 25 medici

Sono stati indetti, dall’azienda ospedaliera Papardo di Messina, i concorsi pubblici per assumere a tempo indeterminato 25 dirigenti medici. Il bando integrale sarà pubblicato sulla Gurs.

I posti disponibili sono quattro in Cardiochirurgia, sei in Radiodiagnostica, due per malattie dell’apparato respiratorio con prevalenti competenze nell’area intensivistica respiratoria, pneumologia interventistica, malattie rare polmonari, due per Nefrologia e Dialisi, due in Neurologia, cinque posti in Ortopedia e Traumatologia con prevalenti competenze in chirurgia protesica di elezione di anca, ginocchio e spalla, chirurgia vertebrale, chirurgia artroscopica e traumatologia maggiore, uno in Otorinolaringoiatria e tre in Neurochirurgia.

Capo d’Orlando, Ingrillì ha scelto: mercoledì la nuova giunta

Tutto fatto per il rimpasto in giunta a Capo d’Orlando, dopo le dimissioni del Vicesindaco Cristian Gierotto. Il Sindaco Franco Ingrillì ha annunciato che il nuovo esecutivo verrà presentato mercoledì 22 gennaio alle ore 12 nel corso di una conferenza stampa. Sembra deciso l’ingresso in giunta dell’attuale capogruppo della Lista Orlandina Fabio Colombo e del Consigliere dell’intergruppo Edda Triscari, mentre il quinto assessore Enza Giacoponello verrebbe ufficializzato dopo il necessario passaggio in Consiglio Comunale per modificare lo statuto. Nuovo vicesindaco sarebbe Aldo Sergio Leggio. Con questo scenario, dall’attuale Amministrazione uscirebbe solo Sara La Rosa.
Ma per le certezze sarà necessario attendere mercoledì.

La Regione a difesa del lungomare di Barcellona Pozzo di Gotto

La Struttura commissariale contro il dissesto idrogeologico, guidata dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci e diretta da Maurizio Croce, ha finanziato la progettazione per la messa in sicurezza di circa due chilometri di litorale, tra i torrenti Longano e Termini, nel Comune di Barcellona Pozzo di Gotto devastati dalle mareggiate del periodo natalizio. Contestualmente, è stata anche pubblicata la gara per affidare le indagini sedimentologiche, biologiche e archeologiche. Per schermare quest’altro tratto di litorale si prevede di realizzare pennelli a mare in ghiaia e materiale sabbioso lunghi settanta metri. Strutture che dovrebbero portare benefici pure per la spiaggia a levante del Longano, consentendo di proteggere, di riflesso, anche il centro abitato di Calderà, uno dei luoghi più affollati durante il periodo estivo. I primi lavori di ripascimento risalgono a oltre dieci anni fa: si operò allora su ottocento metri di battigia, una porzione esigua rispetto alle reali dimensioni del fenomeno erosivo.

Truffa assicurativa: tre arresti a Barcellona

La Polizia Stradale e i Carabinieri di Barcellona Pozzo di Gotto hanno arrestato tre persone con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla truffa ed esercizio abusivo di intermediazioni finanziarie, in campo assicurativo e finanziario e per avere emesso false polizze assicurative R.C.A.
Gli arrestati sono: Giuseppa Benvegna, 44 anni, Rosalia Benvegna, 46 anni e Nino Currò, 52 anni. L’Operazione denominata “Ghost insurance” ha permesso di smascherare un’organizzazione criminale ben radicata sul territorio che, apparentemente, operava nella massima legalità e trasparenza.
Già nel mese di marzo dello scorso anno si era proceduto al sequestro di un’agenzia assicurativa cui ancora oggi sono apposti i sigilli ma, nonostante la chiusura degli Uffici, gli odierni arrestati proseguivano nell’illegale attività, continuando a sottrarre denaro a proprietari di autovetture i quali, purtroppo, erano inconsapevoli del rischio che correvano e dei pericoli che avrebbero potuto procurare ad altri utenti della strada. In alcuni casi, questi stessi proprietari dei veicoli sono stati anche destinatari di sanzioni per violazioni al codice della strada, poiché “scoperti” di polizza assicurativa con il relativo sequestro del veicolo.

Proprio il ripetersi di tali episodi, ove venivano prodotti contrassegni e contratti assicurati poi risultati falsi, ha indotto gli investigatori ad approfondire le indagini assunte e coordinate dal Sostituto Procuratore Dr. Matteo De Micheli. 

L’attività criminale veniva condotta principalmente presso un’agenzia assicurativa abusiva, poiché priva di requisiti ed autorizzazioni, “gestita” dalle due sorelle Benvegna per le quali, formalmente, figurava Nino Currò, titolare di agenzia assicurativa, con regolare iscrizione all’Albo degli Agenti assicurativi.

I tre odierni arrestati, attraverso l’utilizzo di sofisticati sistemi informatici, si prodigavano a redigere e stampare polizze assicurative false del tutto identiche, in ogni parte, a quelle originali rilasciate da diverse compagnie assicuratrici, che venivano “smerciate” a prezzi concorrenziali ad ignari acquirenti ai quali veniva “venduta” una polizza falsa, dopo aver conquistatone la fiducia, ed essendo “correttamente” compilata ingenerava nei proprietari delle auto la certezza di essere in piena regola.

Con l’operazione odierna, la cui denominazione è di facile intuizione, atteso che i truffati erano in possesso solamente di polizze assicurative “fantasma”, è stata smantellata un’organizzazione criminale, dedita all’illecito arricchimento, ripristinando, anche attraverso tale indagine, la legalità nella circolazione stradale.

La meticolosa e laboriosa attività d’indagine ha scongiurato il protrarsi ed il ripetersi di tali condotte illecite che avrebbero, con presumibile certezza, procurato nocumento in occasione di eventuali sinistri stradali ove, le parti lese, non avrebbero trovato ristoro dal danno ricevuto, senza ipotizzare i possibili danni derivanti da lesioni personali conseguenti ad un sinistro o ad un infortunio stradale.

Numerosissimi sono stati i riscontri sia attraverso le verifiche “su strada”, sia interpellando gli Uffici antifrode delle compagnie assicurative che figuravano sulle polizze, sia attraverso sequestri ed acquisizioni di documenti, nonché controlli incrociati in banche dati.

Dalle indagini è emerso un quadro preoccupante sia per la capillare radicazione dell’associazione sul territorio, viste le centinaia di soggetti truffati, sia per il volume di “affari” realizzati. Nel corso dell’operazione sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni e negli Uffici, acquisendo ulteriori documenti ed apparecchiature informatiche, da cui potranno evincersi ulteriori dati e notizie, utili agli investigatori.

Gli arrestati, dopo le formalità di rito, sono stati associati presso la casa circondariale di Messina e  Barcellona Pozzo di Gotto.

Tags: Barcello

Fatture gonfiate: 14 denunce e sequestro da un milione

I finanzieri del Comando Provinciale di Messina, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Patti, hanno messo a segno, negli ultimi mesi, numerosi controlli nel settore del contrasto alle frodi comunitarie che hanno consentito di procedere al recupero di contributi comunitari indebitamente percepiti per un valore di oltre un milione di euro, al sequestro di beni per lo stesso importo ed alla denuncia all’Autorità Giudiziaria di 14 soggetti.
L’intensa attività è stata svolta dalle Fiamme Gialle dei Reparti ubicati nella zona Tirrenica della Provincia di Messina, sotto la direzione del Gruppo di Milazzo, ed è stata realizzata grazie alla stretta sinergia con la Procura della Repubblica di Patti che ha diretto l’intera attività, eseguita attraverso la valorizzazione delle specifiche competenze di polizia economico-finanziaria a tutela del bilancio nazionale e comunitario. Oltre la truffa ai danni dello Stato, sono molteplici i reati scoperti dalle Fiamme Gialle: si va dalle fattispecie di falso alle malversazioni, senza escludere le sovra-fatturazioni, tutti funzionali all’indebita percezione di finanziamenti pubblici.
Inoltre, nella quasi totalità dei procedimenti è stata ottenuta, in via cautelare, l’interdizione da ogni forma di esercizio di attività economiche, sia in forma individuale che societaria, per tutti i soggetti coinvolti nei meccanismi truffaldini. Anche sul piano amministrativo, sono state avviate ulteriori iniziative per il recupero delle indebite percezioni pregresse.

Inoltre, l’A.G.E.A., in qualità di Ente pagatore, ha bloccato anche le altre domande, eventualmente già presentate dagli indagati, per l’accesso ad ulteriori fondi pubblici.

Tra i controlli eseguiti dai Finanzieri, particolare rilevanza assume quello svolto dai Finanzieri dalla Tenenza di Sant’Agata di Militello, coordinato dal Sost. Proc. della Procura della Repubblica di Patti, dott.ssa Giorgia Orlando, che hanno portato a due importanti sequestri per un valore di oltre 340.000 €., operati nei confronti di altrettanti imprenditori caronesi, C.E. e I.F., attivi nel settore agrituristico, che avevano beneficiato di finanziamenti comunitari per la realizzazione di impianti fotovoltaici presso le loro strutture.

I due imprenditori, al fine di percepire un contributo superiore a quello spettante, grazie alla complicità della medesima ditta appaltatrice dei lavori, hanno rendicontato all’Ente pagatore il sostenimento di costi ampiamente superiori rispetto a quelli effettivi.  Non solo: dopo mirati accertamenti, le Fiamme Gialle santagatesi hanno scoperto che uno degli indagati ha sfruttato della documentazione bancaria falsificata per attestare l’esecuzione dei pagamenti entro i termini temporali previsti dal bando.

Sul punto, così ha commentato il Procuratore della Repubblica di Patti, Dott. A.V. Cavallo, “gli importanti risultati conseguiti dalla Guardia di Finanza nel territorio, in piena sinergia con questo ufficio, testimoniano, ancora una volta, l’impegno dello Stato nella lotta alla indebita percezione dei contributi UE in materia agricola e si inquadrano in una mirata comune strategia”.

In conclusione, i significativi risultati raggiunti sotto il coordinamento della Procura di Patti testimoniano il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza nella lotta alle frodi in danno al bilancio sia dello Stato che dell’Unione Europea, con l’obiettivo di contrastare efficacemente il fenomeno delle truffe e aggredire i patrimoni illeciti che ne derivano, accumulati in spregio alle leggi ed a discapito dei numerosi imprenditori onesti.